Movimento 5 Stelle, bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

La gara tra i 7 aspiranti governatori della Regione Sardegna si è chiusa definitivamente ieri sera. Una campagna elettorale in sordina, svegliatasi soltanto nell’ultima settimana grazie alle proteste dei pastori sardi. I due partiti di Governo, interessati entrambi alla corsa per governare la bellissima isola del mediterraneo hanno preferito non inasprire i toni come per le scorse consultazioni in Abruzzo. Dati alla mano, nel corso dello spoglio, il candidato del centrodestra, Cristian Solinas, al 49% risulta essere in vantaggio nei confronti del candidato proposto dalla coalizione di centrosinistra, Massimo Zedda già Sindaco del capoluogo sardo. Il Movimento 5 stelle? Non pervenuto. Questa parrebbe essere la reazione dei più nei confronti del risultato dei pentastellati. Pare che addirittura il candidato presidente grillino abbia dichiarato di essere presentati come già sconfitti in partenza. Non un momento semplice per il Movimento 5 Stelle, anche se il capo politico dei grillini oggi da Palazzo Chigi dichiara: “Siamo positivi perché in questo momento, per la prima volta nella storia della Regione Sardegna, entriamo con diversi consiglieri regionali e per noi è un dato importante perché non c’eravamo. Noi eravamo a zero a livello regionale. Voglio dire anche che, e non mi stancherò mai di ripeterlo, è inutile che si confronti il dato delle amministrative con quello delle politiche: si confrontano, in questo caso, le mele con le pere. Noi a livello amministrativo abbiamo sempre avuto dei risultati totalmente diversi da quelli nazionali e la Sardegna non fa eccezione. Certo, eravamo 60 candidati (quelli del MoVimento 5 Stelle) contro 1.350, con decine di liste civiche e una scheda elettorale che era un lenzuolo. Stiamo parlando di una situazione nella quale se andate a vedere le singole forze politiche vedrete che il MoVimento è in linea con tutte le altre. Il tema sono queste ammucchiate di liste civiche.
Poi posso capire che in questi mesi ci siamo messi contro banche e assicurazioni alle quali abbiamo aumentato le tasse, così come al gioco d’azzardo, le trivellazioni in mare le abbiamo bloccate e ci siamo inimicati i petrolieri e che quindi un certo mondo stia godendo nella speranza che possa morire il MoVimento, ma così non è. Il MoVimento 5 Stelle è vivo e vegeto e va avanti in Regione Sardegna, come a livello nazionale, dove stiamo lavorando all’arrivo anche in Sardegna (come nelle altre regioni d’Italia) del Reddito di Cittadinanza e la settimana prossima presenteremo il nuovo piano incentivi per le imprese italiane.” Non ci sta, quindi, Luigi di Maio ad arrendersi alla débâcle della forza politica che alle scorse politiche prendeva il 33% dei voti. Ovviamente, all’interno del Movimento 5 Stelle non tutti vedono il bicchiere mezzo pieno. Consiglieri comunali, in primis e anche alcuni esponenti parlamentari del Movimento stesso si oppongono alla linea dura imposta dal loro leader. Infatti, non è un segreto che Luigi Di Maio si sia posto, insieme ai vertici del Movimento, in totale rottura nei confronti dell’ala dissidente del Movimento 5 stelle. “Chi non è d’accordo può lasciare tranquillamente”, questa sarebbe la linea adottata da chi è alla guida dei pentastellati, come Paola Taverna, Vice Presidente del Senato che tuona contro le critiche piovute a raffica dopo il salvataggio dell’alleato di Governo sul caso Diciotti. A rispondere alla collega senatrice ci pensa Paola Nugnes dalla sua pagina facebook “ Le regole servono a garantire il diritto. Se una regola non piace la si può contestare, opporsi, fare anche dissidenza civile, se serve, oppure la si cambia. Ma le regole non si cambiano all'occorrenza come fossero camicette.” La stessa senatrice grillina già attenzionata dal collegio dei probiviri del Movimento 5 Stelle per la sua opposizione al decreto sicurezza di stampo leghista. Si uniscono alla voce dell’onorevole napoletana altri conterranei come Gennaro Cozzolino, consigliere comunale di Ercolano, sempre dal social zuckerberghiano, in risposta alle parole di Luigi Di Maio sugli imminenti cambiamenti che il Ministro di Pomigliano d’Arco apporterà al Movimento “Da due anni c'è un gruppo di consiglieri comunali e cittadini che vivono davvero il territorio, che continuano a segnalare l'emorragia di partecipazione, la mancanza di conoscenza politica, lo squilibrio tra voto d'opinione nazionale e voto consapevole nel locale, tra comunicazioni spot e fatti.
Abbiamo anticipato le problematiche legate all'accentramento di potere su un singolo o su pochi componenti di un cerchio di nominati.
Abbiamo scritto e parlato con chi poteva porre rimedio a tutto ciò, abbiamo chiaramento contestato l'attendismo post referendum, la mancata legge elettorale, le mancate dimissioni previtalizi, il voto al capo politico con doppio e triplo ruolo, la ghigliottina interna verso chi ha un'idea diversa, lo Statuto calato dall'alto, le selezioni con apertura e nomine sulla società civile, la comunicazione demenziale che continua a parlare per spot, il finto contratto di governo, il depotenziamento del Parlamento, l'innalzamento delle soglie, le concessioni alla Lega, il voto per salvare Salvini.
Noi ci abbiamo provato ABBONDANTEMENTE ed ora sento dire dal Capo Politico che tra domani e dopodomani, dopo Abruzzo e Sardegna, ci saranno grosse novità che vanno nella direzione di una struttura. Bene, domani ci saranno novità ma vi preannuncio che se si continuerà a non fare congressi per scegliere votando le proposte programmatiche politiche e le persone che le portano avanti, ma si nomineranno dall'alto ancora una volta i fedelissimi a servizio di chi ci sta facendo scomparire, vi troverete ancora più lontani coloro che tengono fede ai principi democratici e che hanno dimostrato coi FATTI di riuscire a costruire una proposta coerente di contrapposizione alla partitocrazia.
Sulla linea di Cozzolino anche il consigliere grillino dimissionario, Danilo Cascone “Chi dovrebbe tutelare il progetto salvaguardandone i principi? In primis il Garante che però da un paio di anni a questa parte parla soltanto lanciando pizzini dal contenuto criptico, salvo poi appiattirsi puntualmente sulle posizioni dei vertici.” Dunque, forti le tensioni all’interno del Movimento 5 Stelle. Gran parte degli attivisti della prima ora lamentano una sordità ostinata da parte dei vertici nei confronti della base. Un tradimento che si fatica a riconoscere quasi. Non tutti, chiaramente, si pongono in contrasto con la leadership pentastellata. All’interno della prima forza politica italiana si cerca di valorizzare il lavoro fatto in questi pochi mesi di Governo, salvando quello che risulta essere il primo vero esecutivo realmente sostenuto dal popolo.
Un silenzio, però, spaventa il mondo a 5 stelle, quello del “guerriero” romano Alessandro Di Battista, il cui ultimo intervento pubblico in difesa del Movimento 5 Stelle risale al 12 febbraio scorso.

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