Trump e Kim ad Hanoi: nessuna intesa sulla denuclearizzazione

Il Presidente ha tenuto una conferenza stampa insieme al Segretario di Stato Mike Pompeo dopo l’interruzione improvvisa del vertice con Kim: «Incontro produttivo»

 

Trump e Kim Jong-un hanno abbandonato in anticipo l’hotel Metropole, luogo previsto per il loro incontro, e cancellato il pranzo di lavoro: qualcosa non ha funzionato tra i due, e il Presidente americano ha svelato poco dopo l’apparente causa: «voleva che sollevassimo per intero le sanzioni imposte, ma questo non era possibile». Dopo l’incontro dello scorso giugno, insomma, alle dichiarazioni congiunte non sono seguiti i fatti. In privato si parla già di ridimensionamento dell’armamento nucleare nordcoreano anziché di smantellamento, come indicato in pubblico dal Presidente USA. Il dittatore nordcoreano non era però pronto a fornire rassicurazioni sulla denuclearizzazione a differenza di quanto accaduto lo scorso 12 giugno a Singapore, anche se il tycoon rassicura: «nulla è compromesso, siamo più vicini». Lo stesso Kim aveva rassicurato in mattinata i giornalisti: «se non volessi la denuclearizzazione non sarei qui».

Intanto ieri l’ex avvocato del Presidente Trump, Michael Cohen, ha testimoniato di fronte al Congresso USA nell’ambito del Russiagate facendo affermazioni significative sul Presidente, che ha definito «bugiardo e razzista». Trump sarebbe stato perfettamente al corrente dei contatti di Roger Stone (consigliere e sodale) con Julian Assange per diffondere le mail trafugate al server del Partito democratico con l’intento di affossare Hillary Clinton durante la campagna elettorale del 2016. Aveva dato istruzioni precise per pagare il silenzio della porno star Stormy Daniels e continuato a negoziare con i russi durante la campagna presidenziale per la costruzione di un grattacielo a Mosca ed era al corrente che suo figlio, Donald Trump Jr., stava organizzando con esponenti governativi russi un incontro nella Trump Tower. Ha poi proseguito affermando che il milionario Trump gonfiava le sue dichiarazioni patrimoniali per essere inserito nelle classifiche degli imprenditori più ricchi – quella di Forbes, ad esempio – e le riduceva per pagare meno tasse. Della comunità afroamericana avrebbe detto: «Sono troppo stupidi per votare per me».

Cohen era stato allontanato da Trump lo scorso aprile con l’accusa di aver pagato per suo conto la pornostar Daniels e per aver rilasciato dichiarazioni contro di lui.

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