Biglietti Juventus-Napoli: pessima figura dei bianconeri, che prevaricano i poteri dello Stato

Senza alcuna dietrologia o accussa eccessiva, si può oggettivamente dire che quella fatta dalla Juventus sulla questioni biglietti per la sfida contro il Napoli è una brutta figura, forse anche un atto di presunzione e di poco rispetto per una grande fetta di propri tifosi.

RICOSTRUIAMO CON ORDINE:

In data 5 agosto alle ore 12:00, compare sul sito ufficiale bianconero la nota informativa sulla modalità di vendita dei biglietti per Juventus-Napoli del 31 agosto. 
Oggettivamente, si può dire che i tempi sono più che tempestivi, ma si spiegano con le diverse modalità di acquisto riservate ai tifosi fidelizzati già a partire dal 7 agosto.

Andando nel dettaglio, ovvero cliccando sul link per maggiori informazioni e navigando un po' nella nota, si evince che la vendita è vietata ai residenti e nati nella regione Campania.

Una decisione quantomeno restrittiva, soprattutto se si pensa che non tutti i nati in Campania sono tifosi del Napoli, anzi. In Campania ci sono ben 5 province, tutte con almeno una squadra antica e illustre: Benevento, Avellino, Casertana e Salernitana. Senza contare i tanti club per tifosi di altre squadre presenti, in particolare proprio della Juventus. Solo quelli ufficialmente riconosciuto dal società bianconera sul proprio sito ufficiale sono 28.

Ovviamente, se la decisione è stata presa a seguito di una disposizione degli enti pubblici preposti alla sicurezza dei cittadini, nessuno può dire o fare niente. Certo, fa strano pernsare che il tecnico della Juventus, Maurizio Sarri, non potrebbe entrare ad assistere alla partita, perché nato a Napoli, seppur cresciuto tra Bergamo e la Toscana.

SCONTRO DI POTERI CON LA QUESTURA:

Dalla Campania, sia dai tifosi del Napoli che da personalità pubbliche e dalla stampa, partono subito le critiche ad una decisione che sembra estrema, quasi razzista. A questo punto, con un'azione forse mai avvenute prima, la Questura di Torino rilascia in data 8 agosto un suo comunicato ufficiale.

La sorpresa è decisamente grande, in quanto la Questura del capoluogo piemontese nega di aver dato disposizioni in merito e che la decisione è stata presa personalmente e privatamente dalla Juventus. Anzi, la nota seppur breve è forte e di contrasto con la società bianconera, in quanto si legge:

"Con riferimento alla notizia apparsa oggi su alcuni organi di stampa, secondo la quale la Questura di Torino avrebbe concordato il divieto di vendita dei tagliandi per la partita Juve – Napoli a chi è nato in Campania, si comunica ufficialmente che tale notizia è del tutto destituita di ogni fondamento.  La Questura di Torino non ha mai concordato tale decisione con la società sportiva né intende condividerla".      

Insomma, la Questura non solo non ha autorizzato la restrizione, ma addirittura non la condivide.

LA JUVENTUS RISPONDE, PEGGIORANDO LA SUA POSIZIONE:

Il club bianconero, forse infastidito dall'atteggiamento della Questura di Torino, replica immediatamente. Infatti, alle 13:24 dell'8 agosto compare una nuova nota ufficiale del club sul proprio sito ufficiale.

Nel comunicato la Juventus specifica di aver inviato attraverso la PEC una mail il 4 agosto alla Questura, che veniva informata delle modalità di distribuizione dei ticket per la partita in oggetto, comprese le restrizioni ai residenti e nati in Campania. Il documento viene allegato al comunciato e reso addirittura scaricabile.

Sono da sottolineare però due fatti rilevanti, che si evincono dal comunicato e dalla stessa mail: in primis i bianconeri hanno effettivamente deciso di loro iniziativa, senza alcun parere delle istituzioni preposte, di negare l'accesso ad un evento sportivo e pubblico di tale rilevanza a tutti i residenti e nati in Campania. In secondo luogo, che la Juventus ha preso la decisione senza aspettare un qualsivoglia pronunciamento in merito dell'Osservatorio Nazionale delle Manifestazioni Sportive, l'unica istituzione nazionale realmente dotata del poter di prendere tali decisioni. All'Osservatorio Nazionale delle Manifestazioni sportive compete infatti, tra le altre cose, di esaminare le problematiche connesse alle manifestazioni in programma ed attribuire i livelli di rischio delle manifestazioni medesime e definire le misure che possono essere adottate dalle società sportive per garantire il regolare svolgimento delle manifestazioni sportive e la pubblica incolumità.

BASTAVA ATTENDERE O AGIRE IN MODO DIVERSO:

Insomma, quello che si evince è che la Juventus ha deciso di sua sponte di negare l'accesso ai nati e residenti in una regione dello Stato italiano ad un evento sportivo e pubblico di grande rilevanza, senza attendere le decisioni delle istituzioni dello Stato preposte. Il motivo? Forse il fatto che l'Allianz Stadium è di proprietà del club bianconero.

Certo, ma la Juventus è una squadra di calcio che opera in Italia, affiliata alla FIGC e di conseguenza alla UEFA e alla FIFA. Le gare non organizzate dalla Juventus privatamente, ma da queste federazioni devono pur sempre sottostare alle regole delle stesse, senza dimenticare le regole dello Stato in cui ci si trova. L'Allianz sarà anche la casa della Juve, ma in questi eventi la Juventus non può decidere chi entra e chi esce.

Questo fatto è grave, un'azione di presunzione e di prevarcamento di un privato sui poteri dello Stato, che di fatto non ha condiviso la scelta. La stessa Questura di Torino si è così espressa. 

Inoltre, potrebbe costituire un pericoloso precedente con l'aumento degli stadi di proprietà delle squadre. Un domani, se questa prassi dovesse diffondersi e non essere frenta, ogni squadra con un impianto di sua proprietà potrebbe decidere di sua sponte a quali categorie di cittadini far assistere alle gare, negandolo a persone che a livello legale sarebbero pienamente in diritto di farlo, acquistando il biglietto ovviamente.

DOVE È LO STILE JUVE?

Le modalità non rientrano in quello che era il noto e glorioso stile Juventus. Si voleva prendere una decisione preventiva, considerando che spesso  la vendita per i biglietti di Juventus-Napoli è stata negata ai residenti in Campania? Bene, bastava sospendere la vendita  temporaneamente, in attesa di una decisione in merito delle istituzioni preposte, dicendo proprio questo, non vietandola a prescindere.

Adesso, se davvero la Questura di Torino la pensa come dice e l'Osservatorio Nazionale delle Manifestazioni Sportive è d'accordo, sarebbe bello vedere una decisione dello Stato forte, che non faccia prevalicare il privato di turno e non crei discriminazione territoriale, considerando che quest'ultimo è un atto incostituzionale. 

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